Vai al contenuto principale

Mani e visi: Botticelli e l’estetica del dettaglio

Nel 1815, dopo secoli di oblio, la Primavera e la Nascita di Venere di Sandro Botticelli vengono esposte per la prima volta al pubblico a Firenze. La riscoperta del pittore, intrecciandosi con il fascino esercitato dalla città all’inizio dell’Ottocento, scatena una vera e propria ossessione di massa per l’arte botticelliana, un fenomeno che perdura intatto ancora oggi. Nel 1900, Katherine Bradley e Edith Cooper scrivevano nel loro diario comune, sotto lo pseudonimo di Michael Field: “quanto a Botticelli, è un vizio”.

In questo scenario, la fotografia gioca un ruolo cruciale. Proprio nel momento in cui il nuovo mezzo tecnologico inizia a essere impiegato per riprodurre fedelmente le opere d’arte, le immagini di Botticelli riescono a raggiungere i critici che non hanno mai visto i dipinti dal vivo, così come le case degli appassionati di tutto il mondo. Così, mentre il mondo s’innamora dei volti delle sue figure femminili, il mito di Botticelli si diffonde. I fotografi rispondono tempestivamente alla domanda del mercato, ma si fanno anche interpreti delle specifiche suggestioni culturali nate intorno all’artista.

La Fototeca dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento conserva un ampio fondo monografico dedicato a Botticelli. L’isolamento e l’ingrandimento di singoli dettagli dei suoi dipinti, che si possono osservare in questa raccolta di fotografie, testimoniano un modo di guardare e recepire l’arte di Botticelli ampiamente diffuso all’epoca, alimentato dal mito ottocentesco fiorito attorno alla sua figura.

Sandro Botticelli, La Primavera (particolare)
ca. 1480, Firenze, Gallerie degli Uffizi
Fotografia Fratelli Alinari
Fototeca dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento, n. inv. 16838

Bibliografia:

Berenson, Bernard, The Florentine Painters of the Renaissance, with an Index to Their Works, London 1909.

Botticelli Past and Present, a cura di Ana Debenedetti e Caroline Elam, London 2019.

Botticelli Reimagined, a cura di Mark Evans, London 2016.

Debenedetti, Ana, Botticelli: Artist and Designer, London 2021.

Gruetzner Robins, Anna, A Woman’s Touch, Michael Field, Botticelli and Queer Desire, in Botticelli Past and Present, a cura di Ana Debenedetti e Caroline Elam, London 2019, pp. 148–60.

Pater, Walter, The Renaissance: Studies in Art and Poetry, London; New York 1888.

Proust, Marcel, La strada di Swann. Alla ricerca del tempo perduto. Vol. 1, trad. da Natalia Ginzburg, Torino 1998.

Venturi, Adolfo, Il Botticelli interprete di Dante, Firenze 1921.

Yashiro, Yukio, Sandro Botticelli, London; Boston 1925.

Volti magnetici

I magnetici e misteriosi volti femminili di Botticelli diventano un’ossessione estetica e letteraria per gli intellettuali di fine Ottocento, un fenomeno che continua a rispecchiarsi nel Novecento nei dettagli delle sue opere scelti dai fotografi dell’epoca.

consulta

Poeta della linea

La formazione da orafo di Botticelli ha impresso alla sua produzione artistica una marcata linearità, ampiamente discussa da critici e storici dell’arte e resa evidente dagli ingrandimenti dei dettagli fotografici.

consulta

Musicista della linea

La linearità di Botticelli, paragonabile a quella dell’arte giapponese, trova la sua celebrazione più raffinata nello studio di Yukio Yashiro, il quale ne sottolinea il motivo delle mani intrecciate — nato dall’amore del pittore per il contorno — riscontrabile nei numerosi dettagli scelti dai fotografi dell’epoca.

consulta
keyboard_arrow_up