Il progetto della Fototeca dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento prende forma sin dalla fondazione dell’Istituto nel 1937, guidato dalla visione del suo primo presidente, Giovanni Papini. È proprio Papini a coniare e promuovere la formula “Fototeca del Rinascimento” all’interno di una fitta rete di corrispondenze istituzionali e private volte a raccogliere donazioni. Ne è un esempio la lettera datata 20 ottobre 1938 indirizzata al Presidente dell’Ente Provinciale per il Turismo, che documenta i primi passi di questo archivio visivo e nella quale Papini si riferisce all’iniziativa di “una ‘Fototeca del Rinascimento’ che comprenderà tutto il materiale artistico italiano (architettura, pittura, scultura, arti minori, paesaggio monumentale) dal Trecento al Cinquecento incluso”.
Dai suoi inizi fino agli anni Settanta del Novecento, la Fototeca dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento si arricchisce attraverso un’assidua e continua attività di ricerca e acquisizione fotografica. Come documentato dalle carte dell’Archivio storico, lo sviluppo della “Fototeca del Rinascimento” ha visto l’impegno collettivo delle figure chiave dell’istituzione: dai presidenti — in particolare Giovanni Papini e Mario Salmi — al commissario Carlo Ludovico Ragghianti, fino ai segretari generali, primo fra tutti Enrico Barfucci, e al personale dell’archivio stesso.
I metodi di incremento del patrimonio erano molteplici. Se da un lato la collezione si è formata grazie alle donazioni di duplicati da parte di importanti istituzioni italiane e straniere, dall’altro una parte significativa delle immagini è stata espressamente commissionata dall’Istituto, andando a costituire un nucleo di materiali unici per la storia della fotografia d’arte in Italia.
Alcuni nuclei di fotografie si sono formati intorno agli interessi scientifici degli studiosi dell’Istituto. Il primo presidente dell’ente, Giovanni Papini, nutriva un profondo interesse per Michelangelo, testimoniato dalla pubblicazione nel 1949 della sua Vita di Michelangiolo. Proprio a partire da questi studi, Papini promuove la nascita all’interno dell’Istituto di un centro dedicato all’artista, corredato da un’importante raccolta bibliografica e da un fondo fotografico fondamentale per la ricerca storico-artistica.
Il 21 gennaio 1943, Papini scrive alla ditta fotografica Anderson per acquistare la loro serie di fotografie del 1942 “degli affreschi michelangioleschi delle cappelle Paolina e Sistina”, di cui alcuni esemplari sono qui presentati.
Lettera di Giovanni Papini alla Ditta Anderson
Firenze, 21 gennaio 1943
Archivio storico dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento, fasc. 895
Michelangelo Buonarroti, Giudizio Universale (particolare)
1536–1541, Città del Vaticano, Cappella Sistina
Fotografia Anderson
Fototeca dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento, n. inv. 29551
Michelangelo Buonarroti, Giudizio Universale (particolare)
1536–1541, Città del Vaticano, Cappella Sistina
Fotografia Anderson
Fototeca dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento, n. inv. 30409
Michelangelo Buonarroti, Giudizio Universale (particolare)
1536–1541, Città del Vaticano, Cappella Sistina
Fotografia Anderson
Fototeca dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento, n. inv. 30391
Michelangelo Buonarroti, Giudizio Universale (particolare)
1536–1541, Città del Vaticano, Cappella Sistina
Fotografia Anderson
Fototeca dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento, n. inv. 31107
Michelangelo Buonarroti, Giudizio Universale (particolare)
1536–1541, Città del Vaticano, Cappella Sistina
Fotografia Anderson
Fototeca dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento, n. inv. 31090
Un importante esempio di campagna fotografica realizzata espressamente per l’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento è documentato da una lettera del 14 gennaio 1944. Nella missiva, il segretario generale Enrico Barfucci chiede al soprintendente Giovanni Poggi l’autorizzazione per “il fotografo Brogi ad eseguire, per esclusivo uso di questa Fototeca le fotografie dei particolari delle porte del Battistero” di Firenze. Alcuni preziosi esemplari di questo nucleo unico sono qui esposti.
Il percorso di sviluppo della Fototeca attraversa i drammatici anni della seconda guerra mondiale, che impone arresti e gravi difficoltà logistiche. Ad esempio, il 13 agosto 1943, il segretario generale dell’Istituto Enrico Barfucci richiede una fotografia della medaglia raffigurante Isabella d’Este Gonzaga conservata a Palazzo Schifanoia. La risposta inviata dal Podestà di Ferrara testimonia l’emergenza del momento: “Le comunico che […] è stata trasportata in altra località per misure precauzionali contro eventuali insidie aeree nemiche. Per questa ragione duolmi di comunicarLe che mi trovo nella impossibilità di fornirLe una fotografia della medaglia come richiesto”.
Anche nel dopoguerra, le devastazioni continuano a rallentare l’attività della Fototeca. L’8 aprile 1946, la Soprintendenza per le province di Parma e Piacenza risponde a una richiesta di duplicati fotografici descrivendo una situazione precaria. Nella lettera, il soprintendente racconta le “eccezionali condizioni in cui è il mio Ufficio la cui sede è […] distrutta e gli impiegati sono con le cose essenziali – fascicoli, registri, macchine da scrivere – a casa mia, ove non v’è ormai posto nemmeno per aprire un baule di biancheria”. Lo scambio e la donazione di queste immagini hanno dovuto, inevitabilmente, attendere il superamento di queste tragiche circostanze.
La collezione della Fototeca si è arricchita anche di donazioni spontanee da parte di privati. Per esempio, nel 1946, nel secondo dopoguerra, Pietro Maria Bardi – giornalista, critico d’arte e gallerista – si stava preparando a lasciare per sempre l’Italia per ricominciare una nuova vita insieme alla moglie Lina Bo in Brasile, dove sarebbe diventato uno dei fondatori del Museo d’Arte di São Paulo. Prima di partire, offrì in omaggio alla Fototeca una raccolta di 547 fotografie della Colonna Traiana, come attestato da una lettera di ringraziamento del commissario Carlo Ludovico Ragghianti.
La maggior parte della collezione della Fototeca si è formata attraverso un’ampia corrispondenza con una complessa rete di istituzioni italiane e straniere, che hanno inviato all’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento i duplicati delle proprie raccolte. Questa circolazione nazionale e internazionale di immagini è ampiamente documentata nell’Archivio storico dell’ente da una fitta corrispondenza di richieste e ringraziamenti.
Ad esempio, una lettera del 2 marzo 1939 testimonia la richiesta del presidente Giovanni Papini all’Accademia dei Lincei di “tutte le fotografie dei disegni di Leonardo da Vinci esistenti a Windsor e a Parigi” allora conservate nella collezione romana, di cui presentiamo una selezione.
Una lettera dell’8 aprile 1940, firmata dal direttore della Yale University Art Gallery, Theodore Sizer, documenta l’invio all’Istituto delle più importanti riproduzioni di dipinti della Collezione Jarves, tra cui spiccano le fotografie raffiguranti i celebri cassoni quattrocenteschi, qui presentate.
Apollonio di Giovanni, Incontro di Salomone con la Regina di Saba
ca. 1460–1465, New Haven, Yale University Art Gallery
Fototeca dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento, n. inv. 15132
Apollonio di Giovanni, Viaggio di Enea
ca. 1460, New Haven, Yale University Art Gallery
Fototeca dell’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento, n. inv. 15069





























